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Furto aggravato ex artt. 624 e 625 codice penale

Ai sensi dell’art. 625 c.p., ricorre il delitto di furto aggravato:

  • se il colpevole usa violenza sulle cose o si vale di un qualsiasi mezzo fraudolento (ossia di ogni strumento idoneo ad eludere gli ostacoli che si frappongono tra l’autore e il bene);
  • se il colpevole porta indosso armi o narcotici, anche senza farne uso;
  • se il fatto è commesso con destrezza, ossia con particolare abilità tale da rendere l’azione furtiva non percepibile dalla vittima;
  • se il fatto è commesso da tre o più persone, ovvero anche da una sola, che sia travisata o simuli la qualità di pubblico ufficiale o d’incaricato di un pubblico servizio;
  • se il fatto è commesso sul bagaglio dei viaggiatori in ogni specie di veicoli, nelle stazioni, negli scali o banchine, negli alberghi o in altri esercizi ove si somministrano cibi o bevande;
  • se il fatto è commesso su cose esistenti in uffici o stabilimenti pubblici, o sottoposte a sequestro o a pignoramento, o esposte per necessità o per consuetudine o per destinazione alla pubblica fede, o destinate a pubblico servizio o a pubblica utilità, difesa o reverenza;
  • se il fatto è commesso su componenti metalliche o altro materiale sottratto ad infrastrutture destinate all’erogazione di energia, di servizi di trasporto, di telecomunicazioni o di altri servizi pubblici e gestite da soggetti pubblici o da privati in regime di concessione pubblica;
  • se il fatto è commesso su tre o più capi di bestiame raccolti in gregge o in mandria, ovvero su animali bovini o equini, anche non raccolti in mandria;
  • se il fatto è commesso all’interno di mezzi di pubblico trasporto;
  • se il fatto è commesso nei confronti di persona che si trovi nell’atto di fruire ovvero che abbia appena fruito dei servizi di istituti di credito, uffici postali o sportelli automatici adibiti al prelievo di denaro.

Si tratta di circostanze aggravanti ad effetto speciale e di natura oggettiva, che operano dunque secondo lo schema predisposto dagli artt. 70 comma 1 e 118 c.p., e che possono anche concorrere tra loro.

Casistica

Il delitto di furto di cui all’art. 624-bis cod. pen. può essere aggravato, ai sensi dell’art. 625, comma primo, n. 7, dello stesso codice, dalla esposizione alla pubblica fede, essendo tale aggravante configurabile anche quando la cosa si trova in luogo privato, ma aperto al pubblico o comunque facilmente accessibile (Cass. n. 55227/2016; fattispecie relativa al furto di un’autovettura lasciata all’interno di un cortile, liberamente accessibile, di un’abitazione).

In tema di furto, sono compatibili e concorrono le circostanze aggravanti del furto commesso su bagaglio del viaggiatore (art. 625, comma primo, n. 6) e quella della destrezza (art. 625, comma primo, n. 4), trattandosi di aggravanti aventi un diverso ambito di operatività, in quanto la destrezza attiene al quomodo o alla modalità della condotta di sottrazione mentre il fatto commesso sul bagaglio del viaggiatore si caratterizza per la species della “res” e, quindi, per la particolarità dell’oggetto di sottrazione, stante la scelta legislativa di ritenere le cose trasportate nei viaggi maggiormente vulnerabili e assimilabili alle cose esposte per necessità o per consuetudine alla pubblica fede (Cass. n. 12590/2016).

Sussiste la circostanza aggravante della destrezza, qualora la condotta di sottrazione e di impossessamento del bene si realizzi approfittando delle condizioni più favorevoli per cogliere l’attimo del momentaneo distacco del proprietario della cosa e, dunque, di una condizione di attenuata difesa (riconosciuta, nella specie, l’aggravante de quo nella condotta dell’imputato che si era impossessato del portafoglio della persona offesa, dopo essersi introdotto nel negozio di quest’ultima e avere approfittato del temporaneo allontanamento di questa, provocato dall’esistenza di alcuni rumori per strada; Cass. n. 7321/2014).

La cd. “piazzola ecologica”, seppur gestita da privati, rientra nella nozione di stabilimento pubblico. La gestione dei rifiuti costituisce, infatti, attività di pubblico interesse, minuziosamente regolamentata dalla legge in considerazione dei rilevanti interessi pubblici coinvolti e dei molteplici riflessi che essa ha sull’ambiente, sulla pubblica salute, sul decoro urbano e, non ultimo, sull’economia. Pertanto, i luoghi e gli edifici destinati allo stoccaggio e al trattamento dei rifiuti, quali componenti essenziali del ciclo di smaltimento, sono “stabilimenti” rilevanti ai sensi dell’art. 625, comma 1, n. 7 c.p. (Cass. n. 42822/2014).

Pubblicato da Valeria Citraro

Laureata in Giurisprudenza con 108/110 presso l'Università degli Studi di Catania, con tesi in Diritto Processuale Penale dal titolo "La chiamata in correità. Struttura e Valutazione Probatoria". Abilitata all'esercizio della professione forense il 30/09/2016 con votazione 405/420.