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I nuovi reati procedibili a querela

Insieme all’introduzione della riserva di codice ed altri articoli nel codice penale, il d.lgs. 21/18 ha altresì previsto una serie di nuovi reati procedibili a querela e non più d’ufficio. Vediamo quali.

  • MINACCE – 612 c.p. : estesa la procedibilità a querela anche con riferimento al reato di minaccia “grave” (2 comma). Resta, invece, perseguibile d’ufficio la minaccia commessa in uno dei modi indicati dall’articolo 339 c.p., data l’espressa previsione della legge di delega, che preclude la trasformazione del regime di procedibilità in presenza di tali circostanze aggravanti, ovvero in caso di  sussistenza di una circostanza aggravante ad effetto speciale;
  • VIOLAZIONE DI DOMICILIO DA PARTE DEL PUBBLICO UFFICIALE- 615 c.p. : estesa la procedibilità a querela anche alla fattispecie di cui al 2 comma, che riguarda la violazione di domicilio perpetrata dal pubblico ufficiale che, abusando dei poteri inerenti alle sue funzioni, si introduce o si trattiene nell’abitazione altrui o in un altro luogo di privata dimora, o nelle appartenenze di essi, senza rispettare le formalità prescritte dalla legge;
  • Falsificazione, alterazione o soppressione del contenuto di comunicazioni o conversazioni telegrafiche o telefoniche – 617 ter c.p. comma 1;
  • Falsificazione, alterazione o soppressione del contenuto di comunicazioni informatiche o telematiche – 611 sexies comma 1;
  • Violazione, sottrazione e soppressione di corrispondenza commesse da persona addetta al servizio delle poste, dei telegrafi o dei telefoni – 619 c.p. comma 1;
  • Rivelazione del contenuto di corrispondenza, commessa da persona addetta al servizio delle poste, dei telegrafi o dei telefoni – 620 c.p.;
  • Uccisione o danneggiamento di animali altrui – 638 c.p. comma 2;
  • Truffa 640 c.p. : esteso il regime della procedibilità a querela per il reato di truffa aggravata di cui all’articolo 640 c.p. comma 3, a meno che non sussista la circostanza aggravante di cui all’articolo 61, primo comma, c.p., numero 7  (danno patrimoniale di rilevante gravità) o ricorrano circostanze aggravanti ad effetto speciale;
  • Frode informatica – 640 ter c.p.: limitata  la procedibilità d’ufficio alle sole ipotesi di cui al numero 5 dell’articolo 61, primo comma, c.p., in ragione della particolare pericolosità della condotta incriminata che approfitta di situazioni di minorata difesa, ma limitatamente all’ aver approfittato di circostanze di persona, anche in riferimento all’età, tali da ostacolare la pubblica o privata difesa, nonché al numero 7 dell’articolo 61, primo comma, c.p., a causa della rilevante gravità del danno patrimoniale cagionato;
  • Appropriazione indebita – 646 c.p. :  esteso il regime della procedibilità a querela anche alle ipotesi aggravate del reato di appropriazione indebita, relative al fatto commesso su cose possedute a titolo di deposito necessario nonché all’aver commesso il fatto con abuso di autorità o di relazioni domestiche, ovvero con abuso di relazioni di ufficio, di prestazione d’opera, di coabitazione o di ospitalità.

Circostanze del reato ed procedibilità

Si prevede la conservazione della procedibilità d’ufficio per i reati contro la persona oggetto e per i reati contro il patrimonio, oggetto del presente intervento normativo, nei casi in cui ricorrano circostanze aggravanti ad effetto speciale (tra cui, la finalità di terrorismo e di eversione di cui all’articolo l decreto-legge n. 625 del 1979, di mafia di cui all’articolo 7 del decreto-legge n. 152 del 1991 o di discriminazione razziale, etnica e religiosa di cui all’articolo 3 del decreto-legge n. 122 del 1993)

 

Regime transitorio

Per i reati per cui viene modificata la procedibilità in quella a querela di parte, commessi prima della data di entrata in vigore della presente riforma, il termine per la presentazione della querela decorra dalla predetta data, se la persona offesa abbia avuto già in precedenza notizia del fatto costituente reato.

Il pubblico ministero, nella fase delle indagini preliminari, o il giudice, dopo l’esercizio dell’azione penale, devono provvedere ad informare la persona offesa, anche, ove necessario, mediante ricerche anagrafiche, della facoltà di esercitare il diritto di querela e il termine decorre dal giorno in cui la persona offesa è stata informata.

Ove, invece, il giudizio penda già dinnanzi alla Corte di cassazione, la trasformazione del regime di procedibilità non opera, e ciò al biasimevole fine di evitare che l’intervento legislativo si risolva in una depenalizzazione, non potendosi garantire che la persona offesa venga posta nelle condizioni per decidere consapevolmente circa l’esercizio del diritto di querela.

Pubblicato da Valeria Citraro

Laureata in Giurisprudenza con 108/110 presso l'Università degli Studi di Catania, con tesi in Diritto Processuale Penale dal titolo "La chiamata in correità. Struttura e Valutazione Probatoria". Abilitata all'esercizio della professione forense il 30/09/2016 con votazione 405/420.