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Del morso inferto da un cane ad un passante (lesioni), ne risponde il padrone

Del morso inferto da un cane ad un passante, ne è responsabile il padrone, non solo ai fini della responsabilità civile da risarcimento del danno, ma altresì dal punto di vista penale, dovendo egli rispondere del reato di lesioni personali colpose ex art. 590 c.p. Secondo la Cassazione, tuttavia, se le lesioni procurate non sono gravi, e la condotta non è abituale (il proprietario non ha già riportato condanna in passato per il medesimo fatto), questi beneficerà della causa di non punibilità per tenuità del fatto ex art. 131 bis c.p.

È quanto stabilito dalla Cassazione, IV sezione penale, con sentenza n. 40699 del 29 settembre 2016. Ma la reale novità affermata nella sentenza annotata, concerne l’applicabilità della non punibilità per tenuità del fatto»anche nel caso di giudizio innanzi al Giudice di Pace; affermazione motivata dalla Suprema Corte sul presupposto che l’istituto di recente introduzione nel codice penale abbia carattere generale, applicabile a tutti i reati, compresi quelli di competenza del giudice di pace (purché non si travalichino i limiti di pena stabiliti).

Scarica la sentenza: Cass sez IV n 40699 del 2016

Pubblicato da Valeria Citraro

Laureata in Giurisprudenza con 108/110 presso l'Università degli Studi di Catania, con tesi in Diritto Processuale Penale dal titolo "La chiamata in correità. Struttura e Valutazione Probatoria". Abilitata all'esercizio della professione forense il 30/09/2016 con votazione 405/420.